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11°Varesotto – BUSTO ARSIZIO – l’ultima tappa dei protagonisti - 2Solidarietà e Memoria:
La sera di venerdì 12 giugno, tappa finale del giro del varesotto dedicata, come sapete, alla memoria di Michela Rossi ho ricevuto un SMS dal fratello Pierpaolo: “Ciao Antonio, avrei voluto scrivere due righe per ringraziarvi prima della gara di questa sera per quello che state facendo per ricordare Michela ma non ho fatto in tempo. Ringrazio gli organizzatori della manifestazione e te per il bel gesto di vicinanza e solidarietà ai terremotati dell’Abruzzo e per averlo fatto nel nome di Michela.” Pierpaolo Rossi
Rendo noto su comunicazione del presidente della San Marco, Enrico Traietta che la cifra raccolta è di circa 800 euro.
La festa:
avete già letto, e negli altri commenti che ancora leggerete, di come è andata e dei tanti giudizi positivi riportati.
Avendo “giocato in casa” ed essendo la mia società, l’Atl.San Marco, l’organizzatrice della tappa evito di sperticarmi in giudizi positivi che potrebbero sembrare partigiani; dico solo che la gente era tanta, la serata bella cosi il percorso. Devo invece ringraziare di cuore gli amici “stranieri” arrivati dietro mio invito ed in modo particolare la Nazionale di ultra maratona Ilaria Fossati che per così pochi km solitamente non s’infila nemmeno le scarpette e l’amico imprenditore Nicolas Meletiou con il suo seguito.
La serata si è conclusa con la spettacolare “Gara delle Stelle” che ha visto librarsi nelle vie del centro storico grandi atleti e, per l’occasione, il “desaparecidos” OneMarathonForCapasso è ritornato alla luce con suo blog.
Questo è stato il primo anno che ho corso tutte le tappe del Giro e potuto valutare il mio “stato di salute podistico”, considerando che nelle due ultime tappe non mi sono impegnato (vista la stabile posizione in classifica) devo dire che sono andato benissimo. Non ho raggiunto l’obbiettivo della media del 5’x1000m ma mi sono dovuto contentare del 5,07 x 1000.
Nei prossimi giorni esprimerò la mia valutazione sul giro del varesotto, intanto vi saluto e dopo la sfacchinata della staffetta 24x1ora di Saronno (che ci ha visti protagonisti come San Marco, Blog e Sponsor) vado a recuperare un po’ di sonno perduto.
Antonio Capasso
Cari amici,
ieri sera il Giro del Varesotto non poteva concludersi in modo migliore; a Busto è stata una serata magica; il “salotto buono” della città ha accolto una miriade di girini scalpitanti ed allegri con una atmosfera di festa che rallegrava i cuori.
Su un curvone al 3° km un amico che non sono riuscito a riconoscere, (uè! sa vèd che andavi tròp fòrt …a po’ al gavèva sù al casco; ma forsi a l’era al Lollo) mi ha gridato: “Compa, me racumàndi, parla bèn de Bùst!” Bagài, a fò propi minga fadìga a cuntentàl!
Un bel cielo di un azzurro vivo mi accoglie allo sbarco dalle Nord; meno màl c’ho minga ciapà le fs … a ghèva burlà giò la linea; chisà perché la riès mai a stà in pè? La serata è calda ma non afosa; la Piazza San Giovanni brulica di gente in canotta e non, coi tre gruppi podistici di Busto che fanno la parte del leone.
Le due gare dei bimbi sono, come sempre, sono spettacolose.
Tantissimi gli amici presenti; me pàr quasi de cùr in cà. Una curiosità sono i pettorali; oltre a quelli del giro, molti indossano quello del Corbella o della Mezza di Busto; la partenza è molto più ordinata del solito; sarà che il vialone è molto largo; sarà che molti, compreso Antonio, partono dietro sènsa rusà; nonostante lo sparo mi sorprenda mentre sto ancora cazzeggiando con gli amici di P&C, dopo pochi secondi ho già passato la linea del via. Dopo il primo giro di lancio il passaggio dalla Piazza mi fa venire il groppo in gola per l’emozione; c’è una marea di gente che applaude ed incita; il bravo speaker Omodeo è bello “carico” e incoraggia anche noi bisonti delle retrovie. L’atmosfera di questa serata è davvero magica! Non vorrei incensare troppo i bustocchi ma vi assicuro che ieri sera ho vissuto le più belle emozioni corsaiole dell’anno.
Il percorso è tutto in piano; veloce e filante; ben presidiato con il traffico tenuto a bada, ad eccezione dell’ultimo km in zona stazione dove purtroppo le auto hanno avuto il sopravvento!
C’è anche un ristoro volante con acqua a cui non rinuncio per fare una breve sosta e tirare il fiato.
Sull’ultimo viale invaso dalle auto si sta sbracciando il “Baffo” più simpatico di Busto; sto lanciando la volata (se fà per dì nèh!) e non ho più fiato per gridargli “Alùra quest’ann la ProPatria?” mi avrebbe di certo risposto: “Uramài a l’è fàda, a l’è fàda!”
L’arrivo in piazza è una vera festa di gente felice di avere concluso questo bel giro; inaspettata e per questo ancor più gradita, la bella medaglia che ci mettono al collo; affollatissimo ma agibile e ben fornito il ristoro, anche se migliore rimane quello mitico di Casorate!
Mentre mi cambio su una panca del viale adiacente sono già in corso le rapide premiazioni; mi spiace non fermarmi per la gara degli assi ma sono stanco e poi domani a Saronno … si corre ancora!
Alla prossima,
Ettore “Busto-è-bello” Compa
Sabato mattina e apro il sito: onemarathonecc... e vengo investito dalla gran voce di Faith Hill che canta "This kiss". Azzeccatissima scelta musicale Antò. Perfetta colonna sonora per il day after, non solo dell'ultima tappa di ieri "live in BA", ma di tutto il giro. Una grande edizione del GdV e sono i numeri a dirlo, partecipazioni e tempi davvero da corsa per duri. Beh, cmq, ieri sera penso: "non parto a chiodo, fa caldo e la tappa è più lunga". Per la serie le ultime parole famose, primo km sparato (3:14 dice il Garmin) poi tento di tenere botta, bellissima gara, gran velocità, OTTIMO il mini-ristoro poco prima del km 3 (andrebbe istituito in tutte le tappe), che evita di seccare completamente la bocca. Mi faccio sotto al mio amico/rivale Gilberto, lo seguo fino al 5, poi attacco, puntavo "uno" della San Marco che mi precedeva di "soli" 6 secondi in classifica, allungo, ma tiene botta, ma ai 600 m sento odore di traguardo e di "grande impresa", le gambe girano a tutta, si volaaaaaaaaaaa. Taglio il traguardo provato, ma ho ancora la forza di girarmi e contare a mente (poco lucida) i secondi che mi separano dal sanmarchino: la testa dice 7 dovrei avercela fatta. Speriamo che il cronometro sia d'accordo! Scoprirò poco dopo dal maxischermo che: yes! I did it! Sono 37mo per solo 1 secondo! Great job guy! Cmq complimenti ad Aristide.
Dopo l'arrivo è tutta una festa, una moltitudine di uomini e donne arrivati al traguardo anche di questa tappa, anche di questo giro. Sostanzialmente una banda di pazzi. Ma è bellissimo così!
Che bella voce quella di Faith, d'ora in avanti sarà il mio link mentale per ricordare questo GdV 2009. Che giro! Che spettacolo!
Baci e abbracci.
Andrea Maltagliati
Gran finale ieri sera nel salotto buono di Busto con gara, premiazioni e spettacolare parata di stelle podistiche.
Il Giro è finito, peccato, sia per il lato sportivo che per quello umano. Considerando il lato sportivo il fascino di una corsa a tappe è che ogni corsa non è a se stante ma si intreccia con quelle successive, poi c'è il fascino della classifica che stimola a dare il meglio ad ogni appuntamento per migliorare la propria posizione. Per quanto mi riguarda non posso che essere contento perchè pur correndo sugli stessi tempi ho sopportato molto meglio la fatica rispetto all'anno scorso. E' vero, i percorsi sono stati quasi tutti accorciati di 1km ma probabilmente ho migliorato il mio rapporto col mezzofondo veloce. Poi c'è il lato umano, il ritrovarsi più volte a contatto con le stesse persone, con facce già amiche, con facce che lo diventeranno e con facce che non si ricorderanno. Una specie di Facebook vivente dove uno sguardo d'intesa o una battuta equivalgono al virtuale "chiedo di diventare tuo amico". E il mio album si è arricchito notevolmente in questa edizione, con la ciliegina finale di aver finalmente stretto la mano alla "keniana pallida" Ilaria Fossati che sfortunatamente non parteciperà ai mondiali di ultramaratona. Per quanto riguarda il lato tecnico delle varie tappe potrebbe aprirsi un dibattito infinito su cosa ha funzionato o meno. La quantità è spesso nemica della qualità, nel nostro caso ne hanno risentito in particolare (come lo scorso anno) le partenze, dove ad alcune lacune organizzative delle prime due tappe si è sempre sommata l'assoluta indisciplina del "branco", sordo a richiami di qualsiasi genere. Ieri sera ci ha provato "fisicamente" anche il presidente Traietta a mettere un po' d'ordine, ma neppure la sua mole ha ottenuto effetto. A questo punto, non potendo allargare le strade, potrebbe essere auspicabile un tetto alle iscrizioni. O andare a Malpensa ... Per il resto non posso che congratularmi con chi ha organizzato e gestito il Giro, chi è del mestiere sa cosa vuol dire. Non ricordo inconvenienti o disservizi particolarmente gravi se non la partenza di Besnate e qualche ristoro "ingrugnato" e difficilmente accessibile. La mia pagella : Casorate e Busto 8,5; Somma 7,5, Besnate e Cassano 7. E' il momento dei saluti: prima il padron di casa, Antonio, coi suoi infaticabili fotografi Arturo e Ivano. Poi un saluto particolare al mio pacer personale Gianluigi Caldiroli (nome omen?) giunto a due passi dal podio di categoria, quindi a Fabrizio, Fabio, i Mattei Raimondi, il Compa, Annalisa, il giovane Alessandro, Lamberto. Entusiasti i miei compagni d'avventura che hanno scoperto l'ebbrezza di correre sotto i 5! Peccato per Enrico che per infortunio ha dovuto ritirasi dopo Cassano, la nostra sfida finisce con un k.o. tecnico. Ciao a tutti, penso che tra un anno ci rivedremo Michele Romanini Fino a 2 giorni fa pensavo anch’io di poter finire il giro, poi la richiesta dalla società di presidiare il primo incrocio del tracciato. Va beh, per una volta si rinuncia a correre e si fa servizio. Giunto in zona partenza, per una beffa del destino, scopro di trovarmi ad un semaforo presidiato già da 2 poliziotti. Io e l’amico Fabio ci guardiamo negli occhi: quella di stasera è stata davvero una rinuncia inutile. Pazienza, faremo il tifo per tutti voi, folto plotone multicolore che affolla la zona di partenza. Di qui passerete per ben 3 volte. Alle 20,29 (puntualmente in anticipo, altro che precisione svizzera!) scocca il via, i poliziotti sorpresi hanno il tempo di far spostare la volante della polizia dal tracciato e soprattutto sui allontana dai marciapiedi qualche incauto spettatore che pensa che di lì i podisti non passino. Ingenui, li avevo avvisati: una mandria di bufali inferociti è più tranquilla e ordinata di noi girini! Il passaggio è veloce e confuso; molto migliore è il secondo, 3 minuti dopo, qui il plotone è già allungato e si possono riconoscere e salutare i tanti girini e compagni di squadra che ricambiano con entusiasmo il tifo. Siete davvero bellissimi e meritereste una ripresa uno ad uno, voi, i veri protagonisti del giro. Certo i primi in classifica verranno ricordati e premiati, ma senza ciascuno di voi l’immagine del giro perderebbe un prezioso puntino, il quadro una pennellata di colore e non sarebbe più lo stesso. L’ultimo passaggio, a 300 metri dal traguardo è davvero spettacolare: uno ad uno rincontriamo ciascuno di voi. Io e Fabio ci prodighiamo per incitarvi e stimolarvi a raccogliere le ultime energie per lo sprint finale e voi ci ricambiate con un cenno, un sorriso, un saluto caloroso, che per me è sempre il ricordo più prezioso: trovarsi insieme a tanti giovani (in età o nello spirito) che per tutto il giro o magari solo per oggi condividono questa passione, questo grande desiderio di giungere con tutte le proprie forze al traguardo, vincendo la sfida contro la fatica e il sudore. L’immagine più bella che ho visto? Difficile dirlo, ognuno di voi meriterebbe una parola, una frase, una dedica speciale. A me piace ricordare Silvia, che vinto il giro femminile, torna indietro sui suoi passi per cercare e accompagnare un’amica fino all’arrivo. La prima che si mette al servizio di una di noi, che passo passo accompagna chi fa certamente più fatica di lei e certo non vincerà mai nulla. Ma forse il dono più bello che si può avere non è la medaglia (pensate che anche io ho chiesto se noi che stasera non abbiamo corso per fare servizio potevamo averla, ma mi è stato risposto che era solo per chi ha completato tutte le tappe; sono stato uno stupido: pensavo potessero premiare anche generosità e disponibilità) è l’amicizia: quella non si mette in un cassetto o come avrei fatto io al collo della fidanzata, campionessa di pazienza nell’aspettarmi all’arrivo! Ed è con questo desiderio, con la speranza di essere sempre di più per riempire le città con la nostra grande passione che vi aspetto l’anno prossimo! Buone corse a tutti!
Gabriele Gallivanoni
“E adesso sparo tutto tanto sono gli ultimi metri del Giro” mi son detto appena transitato sotto l’enorme arco verde a non più di 500 metri dall’arrivo… che volata… ultimo biiip dei rilevatori elettronici… stanchezza si, ma soprattutto soddisfazione per la buona prestazione di Busto, faccio i complimenti al mio “erede rovatese” Alessandro che mi ha preceduto di pochi metri, aspettiamo Alberto e Romano che di li a poco taglieranno il traguardo.
Ci buttiamo sul ristoro, consegniamo i chip, medaglia di finisher al collo e incrociamo i tanti amici più o meno veloci di noi in attesa delle premiazioni… Beppe e Diego inarrivabili, Luca molto migliorato durante l’anno, poi Corrado, Dino, Antonio e Ivano intenti a fotografare e filmare, Giorgio che corre di qua e di la per preparare gli ultimi dettagli della gara elite... un ambiente fantastico!
Personalmente sono soddisfatto del mio Giro 2009 anche se non ho centrato di poco i miei obiettivi che mi ero proposto alla vigilia: entrare nei 100 della generale e nei 20 della TM. Il mio attestato di partecipazione dice 108° in generale e 22° di categoria… lo stesso identico risultato dello scorso anno come posizione assoluta… ma un dato mi fa riflettere: media Giro 2008 3’57”/Km, media Giro 2009 3’50”/Km… cavolo sono migliorato di 7 secondi al Km e la posizione è la stessa! Se è vero che da un lato i percorsi del 2009 sono stati più veloci e meno tortuosi dell’edizione precedente, dall’altro lato è innegabile un innalzamento del livello medio del Giro… ragazzi stiamo andando tutti a 1000!
Un altro aspetto che mi rende felice è la prima partecipazione al Giro di due Juniores della Polisportiva Rovatese… Alberto e Alessandro spinti dalla curiosità che ho suscitato in loro si sono iscritti al Giro e ne sono rimasti entusiasti, tanto che per l’anno prossimo altri loro coetanei si aggiungeranno a me e al nostro veterano Romano che non molla mai… magari arrivare alla sua età e correre ancora così! Complimenti Colonnello!
Un ringraziamento sentito a Giorgio per la guida in allenamento e i preziosi consigli che ha dato a tutti noi in fase di preparazione e in gara che ci hanno spinto a migliorarci sempre più e ad allenarci con passione.
Non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento per le “rivincite” a partire da Gorla, poi Coarezza, la nostra STRAROVATE venerdì 3 luglio, per poi augurarci buone ferie nella tappa finale di Arsago.
Ciaoooo!
Alessio Castiglioni – ASD Polisportiva Rovatese
Il giro è terminato e come promesso devo una risposta a quegli amici e lettori del blog che mi avevano posto la domanda, che si può riassumere così:
“….come mai il sito di riferimento del - Giro del Varesotto - quest’anno non cita mai il tuo blog nonostante sia il più seguito”?
Cari amici, la risposta, nella sua elementare logicità è una: problemi di bottega!!!
Mi spiego meglio: sul mio blog tra i vari banner amici è presente quello di Brogioli Sport, antico negozio di articoli sportivi in Verghera.
Il sito censore è, invece, condotto da un webmaster proprietario anch’egli di un’attività commerciale simile (a quella del Brogioli) il quale ritiene che facendo riferimento al mio blog per articoli, commenti, foto e quant’altro farebbe indirettamente pubblicità al negozio di Brogioli; alla stesso modo non pubblica volantini di gare laddove fosse presente lo sponsor - Brogioli Sport -
Non aggiungo altro perché la cosa si commenta da sola, ma mi chiedo: com’è possibile che la dirigenza di una società podistica importante condivida tale modus operandi da parte di un proprio socio (nonché sponsor) ?
In merito al “giro del varesotto” il blog OneMarathonForCapasso, quest’anno come per le edizioni passate, ha operato con successo e con la consolidata linea editoriale riscuotendo sempre maggiori consensi e diventando di fatto, e per numeri, riferimento e voce di tutti i partecipanti al giro, di questo io vi ringrazio.
OneMarathonForCapasso - Antonio Capasso Varesotto ‘09 – BUSTO ARSIZIO – l’ultima tappa dei protagonistiTutte le cose belle prima o poi finiscono, e anche il giro del Varesotto oggi ha visto la serata di chiusura. Tempo bello, caldo ma non troppo e tanta, tanta gente sulla linea del via. I colori erano tutti ben rappresentati: gli arancioni che già sono sempre belli da vedere per l’occasione hanno corso con i palloncini, il bianco e blu degli atleti della San Marco sempre in gran numero (oggi poi che giocavano in casa!!!), il bianco e rosso dei Runner Varese con il Pres in testa al gruppo e anche tanti atleti senza divisa con il cartellino giornaliero (in fondo 6,5 km sono abbordabili).
Il percorso è tutto in piano, molto veloce e si snoda per il centro di Busto. Scopro che è più carino di quanto non immagini quando sfrecciando sulla MI-VA vedo il cartello che indica un paese che sembra molto industriale e troppo vicino alla Malpensa. La parte centrale della gara scorre nel centro storico e c’è tanta gente che applaude, mentre la seconda parte si svolge su vie periferiche a grande scorrimento e qui si ritrova il pessimo rapporto tra runner ed autisti. Clacson, gente che insulta i volontari... insomma sembra che la vicinanza di Milano si faccia sentire.
Sul percorso i volontari sono presenti in tutti i punti nevralgici ma c’è tanta gente che “taglia” . A parte il senso di barare francamente in una gara con il chip mi aspetterei un po’ più di rigore sul tracciato da percorrere.
All’arrivo c’è una bella festa: medaglia, ristoro con crostata, gadget.... ed arrivederci al prossimo anno.
E’ tempo di bilanci?? Di sicuro il prossimo anno sarò di nuovo al via. Spero che venga reinserita la tappa di Varese perché il passaggio attraverso i giardini Estensi era bellissimo... vorrei che la zona di partenza fosse segnalata un po’ meglio e che ci siano meno macchine possibili.. per il resto promuovo il giro a pieni voti!!!
Elena Villani
E' arrivata l'ultima tappa di questo Giro del Varesotto edizione 2009. La mia prima partecipazione che rimarrà, comunque, indimenticabile. Lo scenario è Busto Arsizio, la città madre della mia società, l'Atletica San Marco. Sono di ottimo umore: oggi è il mio compleanno, la mia dolcissima Michela mi ha regalato tanti accessori da running (pantaloncini, maglietta, nuovo GPS, contenitore per le scarpe e altro ancora!). Come sempre arrivo presto e faccio un pezzo di strada con Rahhal Nader, il terzo classificato nella generale. Incontriamo Antonio che ci saluta come sempre con un grande sorriso e grande gioia e si mette pure a fare un'intervista al forte e simpatico ragazzo marocchino. Mi scaldo un po' e sono pronto sulla linea di partenza. Non voglio mettermi troppo dietro e trovo una buona posizione. Si parte, andatura già bella sostenuta. Il mio collega di lavoro Paolo (davvero un gran “cagnaccio” in gara) è in forma. Mi sfila dopo qualche centinaio di metri e se ne va. Non mi cruccio più di tanto, va troppo forte per me. Tengo un buon ritmo durante la gara e mi fermo anche a bere un bicchiere d'acqua al ristoro, ne avevo davvero bisogno. La serata è calda, e c'è pubblico ai lati della strada che incita amici e parenti. Davvero una bella serata. Faccio corsa con un “fenomeno”: spinge un passeggino durante tutta la gara, viaggia a 5'al km, e chiacchiera anche con la figlia! Alla vista del cartello dei 5 km, allungo... faccio fatica, comincia a mancarmi il fiato, ma raggiungo una bellissima ragazza, che mi dà le ultime energie per piazzare una volata che mi consenta di superare una decina di concorrenti. Arrivo stremato, in 30'20” circa. Stanco, assetato, affamato ma felice. Compio 39 anni e li festeggio con una bella gara podistica in mezzo a tanti podisti, e con tanto pubblico che ci incita, specie all'arrivo (davvero emozionante). Che bellissima esperienza, e che sia festa per tutti. Penso proprio che ci sarò anche l'anno prossimo, la manifestazione mi è piaciuta davvero tanto e mi ha permesso di conoscere tanta gente davvero in gamba. Adesso un po' di meritato riposo: una settimana di mare con la famiglia senza dimenticare le amate scarpette.
Grazie a tutti, ci risentiremo presto e buone corse a tutte e tutti!
Gianni Colombo
E' finita anche per quest'anno! Come al termine di un esame, tensione e stress vengono scaricati. Credo che tanti vivano il Giro del Varesotto come me: concentrati, tesi per ottenere il massimo dal proprio fisico, sempre preoccupati di arrivare in tempo dopo una giornata di duro lavoro. Ma è bello così, ogni tanto bisogna correre con qualche stimolo! E poi di corsa a casa a vedere subito la classifica in Internet! Quest'anno poi il tempo è stato clemente e ha reso piacevole ogni tappa. Ormai è il sesto anno che concludo senza mai saltare una gara e devo dire che rispetto al 2004, il Giro è diventato sempre più importante ed "internazionale". Anche gli organizzatori sono da elogiare, perché anche in un anno di crisi economica generale sono stati bravi a coinvolgere molti sponsor permettendo ottime premiazioni, in certi casi anche per tutti.
Cos'altro dire... speriamo di ritrovarci l'anno prossimo a raccontare un'altra edizione!
Vera Veronelli
Ciao Antonio,
Tu ormai da alcuni mesi ci dai spazio sul tuo visitassimo blog con il link al nostro sito che dopo un periodo di rodaggio e messa a punto finalmente è “operativo”!
News, eventi, calendari gare, catalogo ed offerte a disposizione dei nostri amici podisti.
Abbiamo pensato, per “festeggiare” l’evento, di dare in OMAGGIO, a TUTTI coloro che si presenteranno in negozio a nome Tuo e di OneMarathonForCapasso ed acquisteranno un paio di scarpe da running, un bellissimo paio di calze tecniche da corsa.
Sperando che il nostro sito www.bro-sport.com piaccia, Vi aspettiamo e non solo in rete!
Buone corse a Tutti, buona 24 x 1 ora …..
Angelo & Stefania Brogioli Varesotto ‘09 – CASSANO M. IV tappa – i protagonistiCarissime sorelle girine e carissimi fratelli girini siamo stati benedetti "in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen" anche quest'anno. La nostra nuvola fantozziana è magicamente comparsa e ci ha trasformato in mille pulcini fradici poco prima del via, per poi andarsene, chiaramente, appena tagliato il traguardo. Almeno ci ha fatto correre al fresco e la gola non si è seccata come a Somma; a proposito mi permetto di chiedere se è possibile introdurre una sorta di "punto ristoro" nelle tappe del GdV, infatti seppur brevi verso metà sarebbe utile un po' d'acqua per tener umida la bocca, soprattutto nelle tappe più "calde". A Besnate c'era ed è stato molto apprezzato. Torniamo alla contingenza, credo sia stata la prima volta che il tempo che ho atteso dietro al nastro prima della partenza sia stato almeno equivalente al tempo impiegato per correre poi la gara. Molto, ma molto meglio il percorso così come ce lo hanno fatto correre quest'anno, prendere la famigerata salitona "al contrario" è stata una scelta azzeccatissima, lo pensavo mentre ci correvo sopra e l'ho sentito dire, nel peregrinare esausto dopo l'arrivo, in zona rinfresco da altri girini; inoltre ho udito dopo le precedenti tappe mugugni soddisfatti, sempre dei medesimi di cui sopra, per questi percorsi, leggermente più brevi degli altri anni, diciamo tra i 5000 m e 6000 m, che danno modo a tutti di "tenere giù il piede" un po' di più, tanto "tra poco è quasi finita". Infatti la domanda che mi pongo dopo tutte i traguardi è: ma ce n'è uno, dico uno, che vada piano in questo velocissimo GdV edizione 2009?! La risposta è impietosa e compare sullo schermo del mio pc ogni volta che consulto il sito della otc como, e cioè: no! Medie impressonanti. E' proprio un bel correre ed un gran divertimento, è proprio un bel giro. Ora, sorelle e fratelli dal piede svelto, ne rimane soltanto una, "the last, but not the least" (per chi non è uso alla lingua anglosassone: l'ultima, ma non la peggiore), almento speriamo. L'acqua l'abbiamo già avuta, adesso che il Cielo ci conceda tregua a Busto, in modo da godersi: la corsa, la premiazione e la festa.
Be ready for the great final in BA!
Andrea Maltagliati
Puntuale è arrivata la pioggia ad accompagnare i “girini” nella quarta tappa del giro del Varesotto, di scena questa sera a Cassano Magnago. Arrivo al parcheggio sotto un diluvio, e così mi cambio in macchina con calma. Appena smette, mi getto in strada, vado al ritrovo e saluto gli amici, il grande Antonio che mi intima di non arrivargli dietro questa volta. Faccio in tempo a scaldarmi un attimo con il mio collega Osvaldo e Antonio, vedo la partenza del minigiro (i bambini sono fantastici!) e... giù acqua! Ci si avvia sotto l'arco gonfiabile della partenza con pochi minuti di anticipo rispetto allo sparo, ma in tempo per bagnarsi per bene prima del via. Si parte finalmente! Non ripeto l'errore di posizionarmi troppo dietro come a Somma, ma questa volta le cose non vanno benissimo. Tengo un buon ritmo fino alla discesa, ma poi sul piano non riesco a “mollare”, le gambe sono dure e imballate, il mio collega Paolo mi raggiunge e mi pianta senza eccessivi problemi, i miei “colleghi di passo” che avevo battuto a Somma (ormai li riconosco), questa volta mi anticipano tutti.
Confondo pure l'arco gonfiabile della partenza del minigiro con quello dell'arrivo, e quindi lancio la volata troppo presto, restando quasi senza fiato... Finalmente taglio il traguardo poco soddisfatto, dovevo gestire meglio la gara, peccato. Antonio mi fa coraggio, e dico a me stesso”forza, manca solo Busto e poi il tuo primo giro è finito, tieni duro!” Bevo un paio di bicchieri di tè, mangio il solito panino con la Nutella, e vado direttamente a casa, sono fradicio.
Il percorso non mi è piaciuto come quello di Mezzana, anche perché abbiamo tagliato troppo secondo me. Insomma finora la tappa che ho più gradito è stata quella di martedì scorso, certo che la pioggia influenza probabilmente il mio giudizio.
Tutti a Busto venerdì sera, sperando in una serata serena... in tutti i sensi.
E io devo provare a fare meglio di oggi.
Un saluto,
Gianni Colombo
Questa sera mentre infilo i pantaloncini inizia a diluviare. Faccio spallucce e penso: vabbè è un temporale estivo, Viggiù è lontano da Cassano Magnago per cui magari là non piove. Arrivo a destinazione ed ovviamente la pioggia è sempre battente. Questa volta non mi sono attrezzata da vero runner con sacchetti della pattumiera o KW, ma non ho voglia di stare sotto l’acqua fino allo sparo. Poi mi ricordo di avere in macchina un vecchio ombrello che dovevo portare alla discarica. Mi presento al via con il mio ombrello. Un po’ mi vergogno per cui mi metto sul marciapiede un po’ in disparte come se fossi una del pubblico. Quando sento lo sparo lo chiudo, lo appoggio ad una cancellata e mi chiedo se lo troverò all’arrivo.
Come sempre quando si inizia a correre non si fa più caso alla pioggia, forse a dare più fastidio sono le pozzanghere lungo il percorso, anche perché in alcuni casi sono delle piscine olimpioniche.
Il percorso inizia con una pianura di 1km e un bel viale alberato subito dopo. Al primo km il mio Garmin decide che la batteria è scarica e muore (e si che lo avevo messo in carica la sera prima, peccato che se solo si deposita un granello di polvere sul mobile i contatti si disallineano e non si carica più!), quindi non so dirvi dopo quanto abbiamo trovato una salita. Impegnativa ma non troppo. Poi nuovamente pianura, un po’ di zig zag in paese e nuovamente il viale alberato, in direzione opposta verso l’arrivo.
La gara è stata come sempre molto partecipata e ben organizzata anche se il percorso era un po’ anonimo, con parecchie macchine e diversa gente che si sfogava con il clacson.... all’arrivo il mio fedele ombrello era al suo posto... forse anche perché aveva smesso di piovere e non serviva più...
Elena Villani Varesotto '09: SOMMA L. – III tappa - i protagonisti2Cari amici,
ieri sera sono sbarcato a Somma Lombardo dal treno alle 19,45 e mi sono recato “di corsa” al ritrovo che sul sito degli organizzatori del Giro era indicato come “antico portico sul Viale del Santuario”; avevo scaricato dal sito del comune di Somma la piantina con lo stradario della città e mi era segnato il percorso per arrivare in Viale del Santuario.
Peccato che il ritrovo non fosse lì (sigh!) …
Grazie ad un passaggio da parte di un altro podista che si era pure lui recato in Viale del Santuario sono riuscito ad arrivare al ritrovo che erano già le 20,15; era al santuario della Madonna della Ghianda in una via che “purtroppo” non era Viale del Santuario … Ero molto accaldato ed abbastanza incazzato! Forse sarebbe il caso che le indicazioni fossero un po’ più precise o perlomeno “comprensibili” anche per in non “addetti ai lavori” (sigh!).
Mentre mi cambiavo lo speaker Omodeo chiamava alla partenza “minacciando” la chiusura delle gabbie; gabbie? Ho così scoperto che dopo le prime due partenze “caotiche” si era deciso di mettere davanti i primi 50 della classifica. E gli altri 500? Cazzi loro …
Infatti c’era una marea di atleti, in maggioranza iscritti col cartellino giornaliero, cioè senza rilevazione del tempo né classifica ma che partivano insieme a quelli col pettorale.
Forse sarebbe il caso di fare due partenze separate.
Io sono una lumaca e parto sempre in fondo per non intralciare quelli veloci; ieri sera avevo davanti ed intorno una marea di atleti “non competitivi” che non erano in gara e la partenza è stata un delirio; quasi un minuto per passare dal via ed il primo km fatto a spintonate, sgomitate e pestoni …
In gare brevi e veloci come queste se non riesci a partire bene, quando finalmente hai preso il ritmo … sei già arrivato!
Uè Compa, , ma propi tì ta rumpèt i bàll per partì davanti a i àlter? ma và a da via i ciapp, lumagùn!!! Ta ghè propi rasùn! Mì a stò inscì bèn lì in fùnd, in mèz a tanta bèla gènt! Ieri sera c’era anche la Nene, la mia bionda preferita! E la bella Elena da Viggiù che sfoggiava un completino da corsa super-sexy. E tanti bej paciarutìn.
Forse per queste gare “miste” sarebbe meglio lasciare il pettorale a quelli bravi e prendere solo il cartellino dei non competitivi.
Davvero impressionante la marea degli atleti al via; non mi sarei mai aspettato di trovare tanta gente! Ed il serpentone lungo le vie della cittadina era un vero spettacolo.
La gara mi è piaciuta molto; ben presidiati gli incroci; tanta gente sul percorso; ottima la chiusura al traffico; serata particolarmente calda ed un po’ afosa; un po’ minimale (solo acqua, thè e pane con marmellata) e molto caotico il ristoro finale a cui si riusciva ad accedere solo dopo spinte, pestoni e sgomitate (sembrava di essere tornati alla partenza) … Ero partito già assetato ed a fine gara avevo la lingua che … strisciava per terra.
Abbastanza soddisfatto della mia gara; ho scaricato tutto il nervoso accumulato prima e sono anche andato benino, nonostante il percorso fosse ondulato.
Ci vediamo alla gara finale di Busto,
Ettore “Viale del Santuario” Compa
Non c’è due senza tre: eccoci al Santuario di Somma pronti per una nuova rincorsa su un percorso noto per le sue insidie. Alcuni sono reduci dalla Cortina-Dobbiaco, 30km su sterrato con 15km di salita e altrettanti in discesa nella splendida cornice delle dolomiti, come Gaetano: lui è un po’ malconcio col mal di schiena (auguri di una pronta guarigione) ma è un vero gladiatore: lotta sempre contro sfortune e infortuni e oggi c’è. La sua lepre, Roberto, oggi sarà libera di correre ai suoi ritmi, e sebbene ami le distanze lunghe farà un’ottima gara. Rizziero mi chiede lumi sul percorso: semplicissimo prima metà tutta giù, seconda metà tutta su fino alla cima di via Montello: un nome garanzia di fatica, affanno e sudore. Qualche donna si spaventa ma le garantisco che arriveremo tutti, affaticati, ma tutti. E soprattutto c’è Maurizio, uno dei tanti papà che sa gestire vita familiare, impegni di lavoro e allenamenti. Ma non solo: è un esempio di runner astuto e intelligente: parte a buon ritmo, ma mai al massimo, per conservare le energie per la seconda parte (oggi davvero impegnativa). È spettacolare provare a inseguirlo: una progressione continua, peccato gli manchi la freccia a sinistra e una corsia preferenziale, altrimenti sarebbe arrivato nei primi 130 pur partendo dal fondo del gruppone (32” dopo lo start).
Sul percorso poi incontriamo Fabrizio, amico e compagno di tante mezze (ma le maratone le fa solo lui!)
che corre con le inseparabili cuffiette, eppure quando lo si saluta risponde sempre; avrà un orecchio in più per sentirti? E poi veniamo sorpassati dal figlio, Simone, 18 anni: lui non si allena sulla corsa (fa calcio e nuoto) ma è già molto più veloce della maggior parte dei podisti varesini. Corre saltellando come una lepre e finisce con un ultimo 200 a 20km/h. Ma quando si allenerà seriamente come andrà? Ingiustizie dello sport: noi comuni mortali a faticare per migliorare pochi secondi arrivando in mezzo al gruppo e altri dotati dalla natura… E all’arrivo possiamo trovare i compagni di corsa dell’anno scorso, quest’anno davvero imprendibili: Angelo, che dopo tanti allenamenti è finalmente soddisfatto della sua prestazione, Giovanni, che quest’anno si è migliorato di 15”/km e Curzio, finalmente in piena forma dopo un lungo infortunio. Un grazie speciale ai generosissimi Massimo e Tiziano che accompagnano l’amico non vedente: grandi esempi di solidarietà che assieme a Curzio e Angelo permettono a questi runner meno fortunati nella vita di cimentarsi in questo meraviglioso sport. Grazie anche alle società organizzatrici: i ristori finali mi sono sembrati ricchi, nutrienti e ben forniti, nonostante gli oltre mille atleti affamati.
Cosa non è funzionato? La partenza per niente (vedi il povero Maurizio) e la fidanzata un pochino, ma la seconda è un’altra storia. Appuntamento Martedì sera a Cassano, buone corse a tutti
Gabriele Gallivanoni
Dato che si va a Somma Quelli della Via Baracca si adeguano e sommano un componente al sestetto base. E' la dolce Sara che la natura ha dotato, oltre che di due magnetici occhi azzurri, di un fisico perfettamente strutturato per la corsa.
In compenso non le è stata fornita alcuna cattiveria agonistica per cui, pur potendo ambire a prestazioni di rilievo, la dolce (e pigra) preferisce di norma traccheggiare a centro gruppo. Gruppo di podisti che si presenta foltissimo anche qui al Santuario di Mezzana mentre rispetto all'anno scorso è inferiore il gruppo delle zanzare che ci aveva massacrato durante l'attesa del via nel campo da calcio. Grazie al criterio delle gabbie questa volta la partenza riesce ad avere una sua logica che mi auguro venga mantenuta anche nelle prossime due tappe. Si parte a tutta in discesa, la strada si allarga ... no si stringe, perché un camper utilizzato per propaganda elettorale occupa la mezza carreggiata sinistra. Chiunque fosse oggi non riceverebbe dal plotone alcun voto. Non ho un ricordo preciso del tracciato, ma dopo una discesa c'è sempre una salita o più di una. Lo scorso anno le temevo, quest'anno ne faccio un punto di forza per guadagnare posizioni. Vado bene, il mio amico Enrico pure e mi precede di qualche decina di metri. Sono pronto a sfruttare il suo classico cedimento finale frutto di folli strategie di gara, ma il ragazzo oggi ne ha ancora e resiste al mio tentativo di rimonta. Taglio il traguardo con lo stomaco incollato alla gola, ho dato tutto, con le gambe e con la testa e questa è la cosa che mi gratifica di più. Arrivano gli altri amici e mentre torniamo al parcheggio mi godo un poderoso sprint del Compa che stasera non sarà maglia nera. La viabilità di Mezzana è in tilt, qualcuno protesta ma in modo garbato, non siamo a Milano. Ci si vede martedì a Cassano: chissà se Sara vorrà darci un saggio delle sue potenzialità? Michele Romanini ….Cernusco31/05/09 - Cernusco s/N
A volte il caso.
I personaggi di questa domenica di corsa: Cernusco e il suo Naviglio, Fabio con la lepre Roberto, Nicolas l’ateniese ed Antonio suo ospite, Arturo l’immancabile.
Nicolas: “Antonio sei invitato a Cernusco”. “Volentieri, ma non vorrei fare la mezza competitiva perché sono impegnato con il giro del varesotto e non intendo stancarmi ulteriormente.”
Roberto: “Antonio, vengo anch’io a Cernusco devo tirare Fabio sotto l’ora e quaranta.” “Bene Rob, allora andiamo insieme.”
Arturo: ci scarrozza tutti e questa volta fa anche delle belle foto.
Giunti allo stadio di Cernusco insieme a Nicolas ritiro l’iscrizione: mezza competitiva!!! Rob e Fabio li perdo di vista. Arturo, immaginate. Nicolas viene chiamato a destra e sinistra perché presente con uno stand molto interessante (ricicla le vecchie scarpe da running per farne diventare pavimentazione stradale, magari ve ne parlerà stesso lui stesso più avanti) ed è anche presente nell’organizzazione della gara.
Il tempo è bello non fa particolarmente caldo, anzi un leggero venticello dà inizialmente qualche brivido. Incontro il simpatico e famoso Marco Marchei direttore della rivista RW e ci chiariamo di una incomprensione nata dalla pubblicazione di qualche mio articolo precedente in relazione ai pacchi gara. I corridori allo start per la mezza competitiva non sono tanti, molti di più quelli per la non competitiva e per il percorso da 8km.
All’improvviso il via ed io parto (dov’è Nicolas? Dovevamo correre insieme) tranquillo trovandomi dopo un po’ affiancato a Simona dell’Ortica e poiché il suo passo mi sembra buono restiamo insieme fino al decimo chilometro, sullo sterrato (dal 10° al 12°, terribile!) la perdo di vista e continuo da solo. Le gambe girano bene nonostante il caldo cominci a farsi sentire ma allevio la calura con qualche bottiglietta d’acqua in più; il percorso è bello, guardo l’orologio e mi sembra di andar bene, continuo involontariamente ad accelerare senza sentire la fatica, ho solo tante fame perché non ho fatto colazione prima di uscire di casa, salvo bere due caffè al bar del ritrovo; Mancano pochi km all’arrivo, il ritmo continua a salire, l’orologio segna la media di 5.35, i sorpassi si susseguono, ormai manca solo 1km all’arrivo, volatone finale e il segnatempo del traguardo dice 1.58…, non è possibile!!! Dopo ben tre anni riesco di nuovo a scendere sotto le due ore… ormai solo la morte mi può fermare! Arturo naturalmente immortala l’evento mentre le ragazze pon-pon in segno di giubilo (?) danzano. Al traguardo trovo chi è più stravolto di me dalla gioia: Fabio e la lepre Roberto, 1h39'06", missione compiuta. Ho la fame che mi esce dagli occhi e al ristoro più che bere non vedo altro, salvo le mele che non riesco a mordere, già mi pregusto il pasta party ma ahimè Arturo mi comunica con ghigno satanico che il pasta party non c’è più, però se torniamo la settimana prossima…
Di corsa a casa dove sicuramente trovo il piatto fumante. Intanto leggo i messaggini giuntomi: “Cortina-Dobiaco, nuvole basse e pioggia, 2.57 R.T, di Elena e Alessandra non ho notizie, baci Cate”.
L’azzurra Ilaria invece in una mail mi comunica che i 60 km di allenamento intorno al lago di Varese sono andati a buon fine grazie anche ad un, a lei sconosciuto, “ammiratore” di nome Franco (come referenze dice di essere amico di Arturo), che giunto appositamente da Busto, si è prestato a farle d’accompagnatore in bici e supporto morale per tutto il percorso. La provvidenza non ha limiti!
Una domenica meglio di così dove la trovi?
Antonio Capasso
Corri L'Aquila - Ricostruire il futuro Ciao Antonio, volevo segnalarti una corsa amatoriale non competitiva di 6 km. La corsa è organizzata dall'Aquila Rugby, ASD Farnese Vini Pescara, ASD M.c. Manoppello Sogeda, Pro loco di Coppito e CGIL Abruzzo. Il nostro obbiettivo è quello di coinvolgere più persone possibili delle tendopoli. La gara è comunque aperta a tutti. Un giorno diverso per stare insieme a loro lasciando da parte il cronometro e i tempi. Si può correre o camminare l'importante è arrivare al Campo di Murata Gigotti di Coppito dove ci aspetta: La banda di Bussi; Giochi per bambini con i Clown del Sorriso; La Pasta Party con i cuochi di Villa Santa Maria; La band Ciao Rino "tributo a Rino Gaetano: Inoltre lungo il percorso L'Associazione Zampogne e Ciaramelle D'Abruzzo ci riporteranno alle vecchie musiche e tradizioni popolari. Un'abbraccio Franco Schiazza ASD M.C. Manoppello Sogeda 12 – 13 GIUGNO - SARONNO Staffetta 24x1oraPer il secondo anno ci apprestiamo a vivere l’ avventura della “La 24 x 1 ora di Saronno”. Questo grazie ai nostri impareggiabili sostenitori ed amici:
Brogioli Sport di Verghera - OneMarathonForCapasso
L’idea di mettere insieme una squadra è nata durante uno dei tanti ed estenuanti “lunghi”; “Perché non organizziamo una rimpatriata coinvolgendo atleti che hanno scritto pagine interessanti nel panorama atletico del varesotto per partecipare alla 24 x 1 ora di Saronno?”.
Da quel momento, forse di pazzia o di acido lattico che era arrivato al cervello, è partita l’avventura che ha coinvolto atleti del calibro di Capovani, Mario Mininni, Peragine e tanti altri fra cui i sottoscritti.
Il risultato, considerata la media dei 47 anni, è stato più che positivo e quest’anno ……. Vedremo.
Andrea Bertolini
Dario Orlandi
Roberto Marchetto
I 24 componenti la nostra squadra, salvo imprevisti, sono:
CALIANDRO FRANCESCO - CASTAGNA STEFANO - CASU FERNANDO –
CUTECCHIA FRANCESCO - DI GREGORIO LORENZA - FRATTINI STEFANO - GIORDANO GIOACCHINO - LO CASCIO ANTONIO - MALVESTITI FABIO - MAIOCCHI ENRICO - MARCHETTO ROBERTO - MAZZILLI FRANCO – MONTINI - ORLANDI DARIO - PANARIELLO MARIO - PERAGINE MARIO - PINI ALBERTO - PISAN PAOLO - RAVELLI FELICE ROGGIANI ALBERTO - ROMANI EDOARDO - SCELSI ANTONIO - VALERETTO STEFANO - ZANZI MARTINA
Le squadre che parteciperanno alla staffetta 24x1 di Saronno (organizzata dal G.A.P Saronno) sono oltre 40.
Cari amici quest’anno, insieme a bro-sport.com, anche “il blog” OneMarathonForCapasso correrà in pista a Saronno se pur solo sulle canotte dei citati atleti. Auguro a tutti voi un eccellente risultato. Come Antonio Capasso invece correrò in una delle tre squadre formate dalla mia società, l’Atletica San Marco di Busto Arsizio. Varesotto 1a – Casorate – i protagonisti 3Non è solo un giro di chilometri, di secondi, di GPS e di medie, è anche un giro di persone. I più emozionati ed emozionanti i baby atleti. Certo, anche tra loro i primi si sono impegnati al massimo per vincere ma molti di più erano quelli che erano qui per divertirsi, per partecipare magari per la prima volta ad una gara vera come fanno sempre mamma o papà. Poi ci siamo noi i (chi più, chi meno) veterani del giro. Quanti ne ho visti salutarsi con calore, con trasporto, quasi che questa manifestazione sia un richiamo per tutti quelli che magari le domeniche si dividono per inseguire obiettivi diversi, corse in montagna, maratone, gare in pista ed ora si ritrovano tutti qui perché 5 chilometri e mezzo li fanno i professionisti, gli atleti veri ma anche chi ad allenarsi non ci pensa proprio oppure ha qualche anno in più. Merito sicuramente anche degli organizzatori che con il loro lavoro anno saputo creare anno dopo anno una macchina quasi perfetta che non lascia spazio agli inconvenienti (per questa prima tappa hanno addirittura spostato il solito temporale nella zona di Sesto Calende). Alla fine qualcuno deluso c’è sempre, magari perché l’amico è arrivato appena davanti oppure perché non è riuscito a stare sotto ai 4 al chilometro ma sicuramente giovedì sarà ancora presente, con la speranza di fare meglio ma con la certezza di ritrovare questo nostro bell’ambiente, un mondo di agonismo, di fatica, ma soprattutto di persone. Mauro Bossi Quasi quasi un peccato non aver replicato l'inaugurazione bagnata e fortunata dello scorso anno... La pioggia ci ha risparmiato all'ultimo questa volta.. E rieccomi al giro del varesotto, ormai terzo anno consecutivo per me.. e sempre in crescendo! Mi presento, sono Paola Gobbo, Atletica Casorate, runner in costante crescita, o così spero. Della prima tappa, che dire, sono piuttosto soddisfatta. Veloce, molto veloce e sofferta..! I primi 3km sono stati duri da carburare, partenza un po' troppo a cannone direi.. e l'ho pagata strada facendo. Ho chiuso comunque bene, anche grazie al leprotto Sartori che mi ha spronato fino all'arrivo, quasi un angelo piovuto dal cielo! E proprio mentre tiro il fiato dal fondo dei polmoni ecco Arturo che mi clicca una bel primo piano stravolto.. ci stava dai.. Spenderei un'ultima parola complimentandomi con l'organizzazione davvero impeccabile da parte dei casoratesi. Sempre i migliori! Paola Gobbo Un anno, è già passato un anno, eppure le immagini di quella serata carica di pioggia del 2008 sono ancora nitide nella mia mente. Dicono che più le emozioni sono forti più a lungo rimangono in memoria, si vede che lo scorso anno ero "preso" mica male. La novità 2009 per Quelli della Via Baracca è il raddoppio dell'organico in gara: a Enrico, Mauro e me si sono aggiunti Valter, Fabio e Giovanni, tutti e tre appartenenti alla categoria dei "diesel", cioè di coloro che prediligono i percorsi lunghi a quelli veloci. Lungo la superstrada di Malpensa il cielo è scuro, pioviggina e ogni tanto in lontananza lampeggia: Giove Pluvio perché ce l'hai tanto con San Tito da voler rovinare ancora la sua corsa? Per fortuna Giove ci ripensa e lascia il posto a Eolo. Parcheggio agevole grazie ad un prato rasato per l'occasione, ritiro pettorali e pacco gara veloci, incontro sempre festoso con Antonio e il Compa che rivedo sorridente dopo i contrattempi di Vizzola. E' tempo di uscire dagli spogliatoi, il Giro del Varesotto sta per cominciare! Prendiamo contatto col percorso e con qualche volto amico come Fabrizio, Fabio, Gianluigi ed il giovane Alessandro "orfano" del suo finto fratello. Arturo è garanzia che almeno una foto di gruppo bella l'avremo. La partenza si riconferma punto critico, troppa gente oltre il punto di start e conseguente marasma. Lo speaker Silvio Omodeo tenta di porvi rimedio, ma le sue parole vanno perse nel vento e coperte dai rombi degli aerei in decollo. Far arretrare mille persone di venti metri è impresa difficile, soprattutto se i mille vogliono tutti "viaggiare in prima". Ad un tratto quelli delle prime file alzano le mani: che il buon Silvio li abbia dichiarati in arresto per mancanza di rispetto? No, è solo il saluto che precede lo sparo. La strada è larga e diritta ma di pensare di superare è impossibile, aspetto di trovare il varco giusto e inizio a risalire affiancando gente che davanti al Municipio è già da sala di rianimazione. Forse pensavano di battere Caldiroli o Brambilla sul traguardo volante. Ecco davanti a me Gianluigi da Magnago, sarà lui il mio pace-maker fino al traguardo dove arrivo ancora carico ed in grado di sprintare e spuntarla su Enrico, il kamikaze del mio gruppo. Poi Mauro, Valter, Fabio ed un pallido Giovanni che riprende colore al fornito bancone del ristoro. Il dopo corsa è il momento che preferisco, le endorfine gonfiano la bolla del bene teorizzata dal filosofo Vielmi. Sarebbe bello fermarsi a parlare con tutti, ma purtroppo Eolo imperversa e urge andare a cambiarsi. Poco male, tanto ci si rivede giovedì. Michele Romanini 26 Maggio 2009: si riparte da dove ci eravamo lasciati un anno fa: vento, nuvole, temporale… no, quest’anno no! Almeno queste l’abbiamo scampata. Si inizia col ballo del pinguino: alla partenza tutti avanti, avanti, avanti, poi indietro, indietro, indietro e infine un inaspettato sparo apre le danze. Gli amici dello scorso anno sono in formissima, dei veri razzi e così riusciremo ad incontrarli solo al ristoro: Giovanni, che si sciroppa la terza gara in 4 giorni, ma va sempre più forte; Gaetano, che dopo un infortunio invernale ha avviato la completa riabilitazione facendo generosamente il pace-maker a 5 maratone primaverili! (ieri sfruttava come lepre il forte amico Roberto) risultato: viaggia molto più forte dell’anno scorso; Curzio e Angelo, che dopo tanti sacrifici e allenamenti tornano veloci come lepri (purtroppo però non riuscirò più a seguirvi) e che giustamente mi bacchettano per aver comprato scarpe sbagliate. La corsa stasera è in un clima gradevole e così si fanno piacevoli incontri: Maurizio e Orazio, che domenica al piede d’oro mi hanno davvero seminato, Achille, sempre allegro e sorridente, i fratelli Lamberto e Alessio, con cui ci si scambia sempre i saluti e gli auguri per la corsa, Rizziero, che alterna bici e corsa con egual successo. Un benvenuto particolare a Simone, nuovo ragazzo della San Marco, che oggi esordisce in compagnia di papà Fabrizio, compagno di avventura di tante mezze maratone Le maratone le fa solo lui!), coi quali spero di condividere. Bello veder sfrecciare al mio fianco nuovi giovani volti e soprattutto bello aver visto tanta gente in gamba come con la quale condividere la passione per questo sport. Arriderci a Giovedì sera e se riuscite, portate qualche altro amico: più si è meglio è! Gabriele Gallivanoni Varesotto 1a tappa – Casorate – protagonisti 2il Giro dei Varesotti!!!
Cari amici,
ieri sera a Casorate a giudicare dalle casacche più che il Giro del Varesotto sembrava il Giro dei Varesotti. E non mi spiego perché queste gare attirino così poco gli atleti di altre province e soprattutto del milanese.
Ho fatto il mio esordio assoluto ad una gara di questo giro e sono subito … maglia nera.
Col pettorale abbiamo chiuso in 553 mentre ben 362 correvano come non competitivi; mìa pato, così non vale! Mì ga l’o mèsa tùta! A l’è minga cùlpa mia se i altèr curèn sènsa peturàl …
Gara ben organizzata con un percorso piacevole e ben segnato; ben gestiti il parcheggio ed il ritiro pettorali; sempre entusiasmante chiudere le gara con un giro di pista, molto coinvolgente lo speaker Omodeo, sontuoso il ristoro finale..
Alcuni appunti però li vorrei fare; sono solo dettagli ma fanno la differenza tra una buona gara ed una ottima: la partenza è stata un po’ caotica (avànt e indrè un pàra da vòlt) e non c’era il tappeto del chip; il percorso non era chiuso al traffico ed in alcuni tratti abbiamo corso a fianco di auto sgasanti; i km erano segnati in modo poco visibile. Infine una tiratina d’orecchi ai Casoratesi: sul percorso pochissima gente, fredda e indifferente, in alcuni casi pure strafottente. Le gare dei piccoli sono sempre uno spettacolo però non mi è piaciuto vedere tanti bimbi concludere in lacrime… forse sarebbe meglio non sforzarli.
Io sono partito malissimo; sul primo tratto in leggera salita non riuscivo a prendere ritmo per cui nei primi due km ho patito cume un purscèl tegnù a stechèt; per fortuna poi sono riuscito a riprendermi ed ho chiuso discretamente; certo che in fondo al gruppo si sta bene, in mès a tanti bej spusòt bèn in carne mè parèva … di nuotare in una vasca di nutella!
Per domani sera a Besnate salto perché sarò impegnato a fare “l’atleta” da un’altra parte; farò getto del peso nei nostri campionati sociali, cosa che mi viene un po’ meglio che a correre …
Così lascerò ad altri la maglia nera! Ci rivedremo probabilmente a Somma Lombardo la prossima settimana e … sarò più agguerrito che mai.
Alla prossima,
Ettore “girino” Compa
Piovo, non piovo, piovo, non piovo...martedì 26 maggio, tramonto, le nuvole danzano nel cielo del basso varesotto, indecise sul da farsi, poi declinano l'impegno e lasciano asciutti, ma freschi, i 1000 garibaldini che si preparano all'assalto delle vie di Casorate Sempione. Ore 20:30, i bimbi hanno appena fatto le prove generali per diventare grandi girini sulla pista, ora è "la mia volta", tocca a noi. Non sono camicie rosse quelle che invadono le strade, ma un fiume multietnico e multicolore. Una partenza da indisciplinati, "rubando" qualche metro al via, segno evidente della tensione, della voglia di fare bene di tutti. Al colpo di pistola il gomitolo di runners si srotola sul lungo rettilineo di partenza (ottima scelta), poi si comincia a girare per le vie del centro, si acquisiscono le posizioni e se si può si tiene botta fino alla fine. Percorso veloce, velocissimo, ma per nulla facile, tante le leggere gibbosità che spingono il cuore un po' oltre, nessuno che molla nemmeno mezzo centimetro. Bella gara. Grandi ragazzi. Ultimi 300 metri in pista, poi, finalmente, il "bip" sul tappeto sotto l'arco dell'arrivo che dice: "Stop, buona al prima". Il battito rallenta, facce tirate, pacche sulle spalle, e via verso il ristoro, ma che dico ristoro!? Un vero e proprio banchetto Luculliano è ciò che aspetta e abbondantemente sfama corridori, amici, parenti e anche chi è rimasto a casa, dato che ho visto più di una persona andarsene con in mano di tutto di più, dipendenti RAI?! Davvero una organizazione straodrinaria quella dell' Amatori Atletica Casorate, e non lo dico perchè è la società per cui corro, chi c'era, lo sa, è stato attore e testimone di questa serata magistralmente orchestrata. Solo 48 ore per ricaricare le pile, aggustare il tiro e poi sarà di nuovo strada sotto i nostri piedi. Corri ragazzo laggiù... Massalama (arrivederci in arabo)
Andrea Maltagliati Varesotto 1a tappa - Casorate – i protagonistiPronto papà, pronto… perché non rispondi al telefono? Ma stavo correndo! ! Ah! Come è andata? Bene bene; ho il tagliato il traguardo e dietro di me ce n’erano ancora! Ah bèh!
Così ieri sera a Casorate è cominciato il giro e contrariamente all’anno scorso non è piovuto ovvero ci ha provato per quel tanto ch’è bastato a rinfrescare l’aria.
Si è cominciato con il minigiro dei bambini, accompagnati dai genitori almeno quelli più piccoli, e mentre questi ultimi correvano io con l’amico Angelo (al quale ho subito presentato Compa, suo contendente alla maglia nera) abbiamo cominciato a “riscaldarci” nel senso che correvamo un po’ qua e un po’ là per incontrare e salutare conoscenti che non si vedevano da tempo, foto di rito, scambi di battute mentre la videocamera di StileCorsa riprendeva quelli più belli; Ivano ed Arturo, ancora una volta, spuntando come un conigli dal cilindro sparavano raffiche di foto a tutto ciò che si moveva. Il vocione di Silvio Omodeo intratteneva gli aspiranti girini in attesa del via mentre i puledri di razza provavano i motori in allunghi fulminanti.
Il colpo di pistola non ci vede impreparati…. Via! Partenza lampo come avviene solitamente per queste gare brevi e mentre la testa del gruppo è già avanti io faccio fatica a districarmi nella folla della coda tenendo d’occhio e di riferimento coloro che sembrano i miei diretti concorrenti ma, non li conosco tutti e quelli che penso siano della mia categoria vanno tutti come delle lippe allora rinuncio e faccio la mia gara; Sono molto soddisfatto della mia prestazione nonostante mi sia classificato 8° su 10 della mia categoria correndo a una media di 4.57 su un percorso di km 5,400 ca. (GPS) ma quelli davanti erano dei mostri e quelli dietro di me probabilmente un po’ scassati come l’amico Gino. Ho battuto ancora Tommasino quindi 3 a 0, palla in centro! Percorso quasi piatto, leggermente variato rispetto all’edizioni precedenti e salvo il breve tratto che porta nella pista di atletica, dove è posto l’arrivo, tutto asfalto. Buona l’organizzazione e la gestione della gara come nella tradizione del Casorate. I numeri degli iscritti nella versione competitiva del giro non sono superiori, contrariamente a quando pensassi, all’edizione passata. Hanno tagliato il traguardo in 553 e, centrando il mio pronostico, l’amico Comparelli (il Compa) è maglia nera, dopo di lui solo Carola Bertola ma di sesso opposto. La tenace Isotta invece non si è “impegnata” abbastanza e ha guadagnato solo il podio di categoria. Sempre come da pronostico Murgia ha vinto la sfida tra le donne, seguita dalla simpatica e purpurea Cinzia Passera, terza Marta Lualdi.
In campo maschile il pronostico che vedeva vincitore Marco Brambilla (4°) è stato sovvertito con l’iscrizione all’ultimo minuto di alcuni forti atleti tra cui: Fabio Caldiroli (già vincitore del giro 2007) 1° arrivato, Belfakir e Marzetta rispettivamente 2° e 3°. Gli outsider di Brambilla, Demuro e Rahhal 6° e 8°. Se gli ultimi iscritti non sono una presenza estemporanea il giro si fa interessante anche se Caldiroli è ampiamente favorito per il podio finale, d’altra parte non è un assoluto per caso.
Antonio Capasso
Lo scorso anno ho partecipato solo distrattamente ad un paio di corse del giro del Varesotto. Non ricordo molto solo la PIOGGIA, tanta, scrosciante.
Quest’anno ho deciso di provare l’ebrezza del giro completo. Alle 18;30 dalla poltrona del dentista (non mi faccio macare nulla) vedo la finestra e fuori dalla finestra?? Pioggia a catinelle. Penso “ecco ci risiamo, anche quest’anno servono maschera e pinne”.
Alle 19;30 arrivo a Casorate, penso che sia presto ed invece c’è già un sacco di gente. Bhe, 700 partecipanti al giro competitivo sono tanti. Mi guardo in giro per vedere qualche faccia amica ed ecco spunta Gaetano, lui che se lo può permettere, ha delle velleità di tempo per cui cercherà di partire davanti. Poi trovo il Compa con il suo solito sorriso rassicurante, Arturo con la sua inseparabile macchina fotografica, gente che si scalda avanti ed indietro.. ed Antonio, boh, non pervenuto, nè alla partenza nè all’arrivo.
Silvio Omodeo decreta la partenza, tutti partono a razzo come sempre nelle gare corte ed io dalle retrovie mi guardo intorno. Dopo 1,6km passiamo da un vicolo stretto, le macchine incolonnate con il motore acceso mi fanno respirare anidride carbonica a pieni polmoni, per fortuna solo per 200 metri. La strada si allarga ed il percorso si snoda tra bellissime case. Tutto in piano, tutto sull’asfalto, insomma l’ideale per chi vuole provare a fare 5,4km in velocità. Sul percorso poco pubblico, solo qualche locale che ci guarda con aria interrogativa tipo “niente di meglio da fare questa sera???” Però non ci sono neppure troppe macchine. Gli ultimi 500 metri sono caratterizzati da un passaggio in un prato e l’arrivo in pista che galvanizza sempre. Ti fa credere di essere come “quelli veri”!! In più Omodeo che dice il tuo nome al microfono quando tagli il traguardo, e chi è Baldini??
Insomma per questa volta ci siamo goduti la corsa senza diluvio... ci vediamo giovedì.
Elena Villani ILARIA FOSSATI – Una storia veraCari amici del blog…
Antonio era già preoccupatissimo che non scrivessi più per voi dal momento in cui mi sono ritrovata, senza capirne bene il perchè, nella Nazionale Italiana di Ultramaratona… Il motivo del mio silenzio è stata una crisi energetica su tutti i fronti: un infortunio da cui non riuscivo a guarire, la pressione dei Mondiali 100km in Belgio, sempre più vicini…la rabbia e la consapevolezza di non essermi preparata come avrei voluto. Infine…il lavoro in un momento durissimo per tutti, come non risentirne?? Per guarire completamente avrei dovuto star ferma molto più delle 4 settimane che mi sono imposta, a fatica…non è stato facile tenere a bada i conflitti, ma alla fine il buonsenso ha dato i suoi risultati.
Il tendine era quasi del tutto a posto, o comunque mi permetteva di allenarmi senza dolore….era la testa che non girava. Non riuscivo più a correre, dopo 15 km al massimo mi sentivo stanchissima, superare i 20 km mi sembrava un’impresa impossibile…e intanto contavo le settimane che mancavano al Mondiale…poche, pochissime. Crisi…come quando non sai se andare a destra o a sinistra e ti fermi in mezzo alla strada!
Il mio nuovo allenatore, Maurizio Riccitelli, tecnico azzurro per l’Ultramaratona, con la sua straordinaria preparazione ed umanità mi ha aiutato ad uscire da questo momento, facendomi recuperare fiducia nelle mie gambe e il gusto di correre per divertirsi.
Un grande insegnamento, davvero…. Mi sono presentata in Nazionale con un biglietto da visita non proprio lusinghiero: c’era scritto “ZOPPA”
Bene, partiamo proprio da questo allora, mi ha risposto Maurizio…ed ecco un programma personalizzato di forza muscolare, palestra, pesi, esercizi per rinforzare la mia struttura e prevenire così il tipo di infortuni che mi stava affliggendo…con consigli e consulti telefonici quasi quotidiani. Collaborazione, fiducia ed affidamento.
Amici, è tutto un altro pianeta a quei livelli! (dovrei dire a “questi livelli” ma per scaramanzia e rispetto per i veri campioni me ne tiro fuori…)
La mia anima essenzialmente tapasciona è ancora incredula davanti a quanto mi è successo negli ultimi mesi, ed è proprio per questo che mi soffermo a raccontarvi di come sia cambiata la mia vita quotidiana. E’ vero, mi resta pochissimo tempo per tutto il resto…a volte dopo una giornata di lavoro mi aspettano 2 h e mezzo di allenamento, 30km con lavori specifici…ma è davvero entusiasmante perché sei molto seguito, a tutti i livelli, soprattutto quello personale. Si pensa che ai livelli nazionali conti solo quanto corri, invece è tutto il contrario: fondamentale è l’attenzione alla persona, al suo benessere psico-fisico, alla preparazione su tutti i fronti. Ho trovato proprio un bel gruppo, scoprendo, dietro ai volti che per anni ho visto in pole-position sulle riviste o alle gare, persone dolcissime, serie e molto modeste…non vedo l’ora di andare in Belgio per conoscerli meglio..
Ma veniamo all’ allucinante Jesolo Night Marathon…un inferno equatoriale, un tasso di umidità assurdo. Ma dovevo finirla…avevo un unico obiettivo in testa: finire una maratona, altrimenti questo dannato blocco mentale sarebbe diventato insormontabile.
Qualsiasi tempo andava bene, dovevo solo portarla a termine. Ero paralizzata dall’idea di affrontare una distanza che solo pochi mesi fa mi sembrava un semplice allenamento. Ci vuole rispetto: signora Maratona non perdona. Tesa come se fosse la prima volta.
…e poi con il pettorale F3 l’emozione era a mille…F3?!?!?! E’ uno scherzo…eppure sono proprio io, la Keniana pallida della Martesana…
Cerco la massima concentrazione, non esiste più nulla: il mare, il tramonto, il caldo, i fischi per il ritardo iniziale, più nulla. Devo arrivare in fondo, non è una speranza, ma una fede…poi lo sparo, e non sento più niente….le gambe vanno da sole, mi affido ciecamente ai pacer delle 3.15, non guardo nemmeno più il cronometro, seguo loro e basta…spiego brevemente il mio problema e mi aiutano da subito. Avanziamo compatti…e come un fiore che si apre alla luce ecco il miracolo…sono due mesi che non corro a questi ritmi e non faccio lunghe distanze, ma le gambe vanno da sole.
Il caldo diventa insopportabile, i vestiti pesanti si incollano addosso, il respiro è faticoso…il gruppo si smembra, un pacer salta. Diventa sempre più assurdo continuare, ma devo finirla. Rallento dopo il 25esimo, sono più tranquilla…non sento più dolore al tibiale, va bene così: portala a casa, Ila…continuo a ripetermi…corro nel buio, una fila di fiammelle a tracciare il percorso, sono sola nel silenzio di questa torrida notte veneta…anche l’i-pod mi ha abbandonato…morto per affogamento, direi…è un segno: devo gustarmi il ritmo dei miei passi sulla strada, la melodia della mia fatica…dopotutto, ai Mondiali non potrò correre con le cuffiette quindi, ahimè, tanto vale iniziare ad amare questa condizione.
Sul percorso intanto vigila in bicicletta Maurizio, impegnato a seguire con i ristori personalizzati altri atleti della Nazionale impegnati in un test sui 70 km….mi segue fino alla fine, non mi molla per gli ultimi 10 km …completamente matto! Mi spinge parlandomi ininterrottamente, mi forza ad andare in progressione, ad aumentare il ritmo e mi scopro capace di farlo dopo il 35esimo…con estrema professionalità e tenerezza mi martella ad ogni passo, imparo in pochi km tutte le tecniche ed i segreti dei campioni, è sorprendente…non avete idea dell’energia che è stato capace di tirarmi fuori. Un miracolo….ci tenevo a raccontarvelo perché prima di questa esperienza azzurra non mi sarei nemmeno sognata che si potesse esprimere una simile energia alla fine di una gara così estenuante. Mi ha ridato fiducia, e la fiducia in sé stessi passa attraverso il dolore, i crampi, il desiderio di buttare tutto all’aria perché fa troppo male…un miracolo…arriva la fine: quarta assoluta, il tempo non conta….è il mio trionfo, un sogno che mi viene restituito. E piango, nella confusione di piazza Mazzini a Jesolo….tanto sono tutti così stravolti che non se ne accorge nessuno!
Grazie Coach….a te e a chi ti ha messo sulla mia strada ;-)
La Keniana pallida ora si concentra, le ultime settimane sono preziose…vi presento i miei compagni di avventura alla “notte delle Fiandre” del 19 giugno:
ARMUZZI ANTONIO - BERNABEI ANDREA - BERTONE SILVIO - BOFFO MARCO - CALCATERRA GIORGIO - CARONI FRANCESCO - DI TOMA DIEGO - FATTORE MARIO - MALFATTI PIO
CARLIN MONICA - CAVALLI GIOVANNA - DI VITO LORENA - FOSSATI MARIA ILARIA - GIZZI NOEMY - SIMSIG ELENA - VILLELLA MARIA GRAZIA - ZANTEDESCHI CRISTINA - ZECCHINO LUISA
Dita incrociate…e continuate a starmi vicini come nelle ultime settimane…GRAZIE A TUTTI
Ilaria Fossati |
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